Degustazione distillati

 
25 febbraio 2011
20:30a22:30

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Alle 20:30 del 25 febbraio il tradizionale incontro del Club del venerdì si trasforma in degustazione di distillati, e si “trasferisce”, ma solo per l’occasione, allo Sheraton Hotel, nei locali del ristorante Il Timo.

“la riscoperta dei sensi”

Il gustosofo Michele Di Carlo docente distillati e liquori Master of Food di Slow Food e la musicista Maria Giovanna Argento ci accompagneranno attraverso un percorso di analisi sensoriale alla scoperta del mondo degli “spiriti “ accompagnandoci nel percorso che ci permetterà di scoprire come i nostri sensi, se correttamente stimolati, ci danno molte informazioni su cosa e come bisogna interpretare le informazioni che ci forniscono e come ciò ci permette di distinguere il buono dal cattivo, il falso dal vero e non solo nei distillati.

La quota di partecipazione è fissata in € 20,00 per i soci, ed in € 30.00 per gli ospiti.

Per motivi organizzativi è obbligatoria la prenotazione entro mercoledì 23 febbraio.

La prenotazione potrà essere effettuata utilizzando l’apposito modulo on-line.

La prenotazione sarà valida solo dopo il versamento dell’intera quota di partecipazione (vedi modalità).

Per motivi organizzativi è obbligatoria la prenotazione entro mercoledì 26 gennaio.

La prenotazione sarà valida solo dopo il versamento dell’intera quota di partecipazione (vedi modalità).


Ed ecco il resoconto dell’evento redatto dal nostro socio Antonio Iacona.

Sapienza e simpatia gli ingredienti dei cocktail del “gustosofo” Di Carlo

DSCN2288Ammettiamolo: non ci faremo mai l’abitudine alla simpatia di Michele Di Carlo, un apparente scontroso che, sotto un velo di autoironia (si definisce un… consulente di peso nel suo campo, uno dei più… grossi esperti!), conserva tantissimo sapere. Quel sapere che, ci scommettiamo, ogni amante del bere e del mangiare bene, del vino di qualità e dei distillati giustamente invecchiati, vorrebbe possedere. Perché il nostro Di Carlo è innanzitutto un “gustosofo”, che tradotto letteralmente suona come “amante del gusto”. Deve avere conquistato davvero tanti estimatori in Italia e nel mondo, se la sua fama è arrivata fino negli Stati Uniti, ad Atlanta, patria della Coca Cola, e se tra poco meno di una settimana addirittura un giovane studente universitario discuterà la propria tesi di laurea sui metodi di questo esperto.

E proprio Di Carlo è stato lo scorso 25 febbraio il nuovo protagonista del “Club del Venerdì” della Fisar di Catania, solo per l’occasione trasferitasi dal Katane Palace Hotel (sua sede ufficiale) agli altrettanto eleganti locali dello Sheraton Hotel di Aci Castello. Non è certo la prima volta che Michele Di Carlo porta a Catania sapienza e simpatia, che lo hanno visto lavorare come barman 35 anni e oggi come consulente di prestigiose case di produzione di bevande, liquori, distillati, alimentari e Master of Food di Slow Food. Eppure le serate con lui sono sempre colme di soci, ospiti, simpatizzanti, all’insegna del divertimento e della piacevole divulgazione del gusto, tipico dell’organizzazione Fisar. Ne sanno qualcosa il presidente nazionale, Vittorio Cardaci AmaDSCN2282, il delegato, Gaetano Prosperini, e il segretario, Carlo Guzzardi, che gli hanno lasciato la scena per intero, accompagnato solo dalle note della musicista Maria Giovanna Argento e dai sorrisi dei partecipanti.

Lontanissimo, infatti, dalle figure ingessate di falsi intenditori, sbeffeggiatore dei nuovi profeti televisivi del gusto, sghignazzatore di chef e sommelier che poco o nulla sanno di ciò che servono alla clientela, Michele ha esordito svelando il vero motivo della sua discesa in Sicilia: il tentativo di far scoprire con un percorso di analisi sensoriale il mondo degli “spiriti”, distinguendo il buono dal cattivo. Ma è il “come lo fa” che attira sempre tanti invitati. La storia del rum, per esempio? E parte dai marinai inglesi che poco si ammutinavano e piacevolmente morivano per la Regina e per la Patria se erano strafatti di questa bevanda spiritosa dei Caraibi. Il whiskj? E via, in un tour mistico lungo le campagne e i mulini dell’antica Scozia, che quasi pare di incontrare Braveheart-William Wallace e i suoi prodi patrioti, che te ne offrono un po’ (ma solo un po’, perché dicono che gli scozzesi siano come i genovesi qui da noi!). E così per la grappa e per gli amari, antiche tradizioni italiane, che Di Carlo te le spiega come se fosse dentro un convento con i monaci benedettini intenti a miscelare spezie e aromi, per ottenerne liquori unici al mondo.

Come il “Pratum”, l’amaro dei prati stabili, degustato per l’occasione e “spiegato” ai soci Fisar catanesi con un misto di ironia e saggezza, storia e fantasia: direttamente dai prati del Friuli, dove stambecchi e scoiattoli vanno ad abbeverarsi e a curarsi lungo i fiumi, nascono le erbe che poi saranno gli aromi dell’amaro. E Di Carlo si scioglie, pensando alle sue Venezie. E il Cubaney? Michele ti fa passare dalle terre fredde del Carso friulano alle calde spiagge dei Caraibi, come i marinai inglesi dell’800: il Gran Reserva ci stava perfetto in una serata così e nessuno dei soci, infatti, si è ammutinato allo Sheraton! E così anche il rum Zacapa Sistema Solera, che è arrivato dopo la grappa “903” barrique Bonaventura Maschio, l’acquavite Prime Uve e la grappa “Le diciotto lune”.

No, le bende sugli occhi che vedete in alcune delle fotografie allegate non sono state una punizione a chi non è stato attento, con frustatine e “coppa ‘o scuru”, bensì uno degli assi nella manica di queste degustazioni con Di Carlo, alla scoperta della bontà di questi distillati con il solo aiuto del senso dell’olfatto. E c’è da scommetterci: dal 25 febbraio scorso i partecipanti all’evento ne sanno di più sul proprio naso e sulle sue potenzialità, come strumento per scoprire il vero… gusto!!!

Antonio Iacona